“le basi restano a disposizione degli americani” Ci avevano raccontato la favola dell’Italia “sovrana” che chiude le porte di Sig... Altro..
gunpress
11 marzo alle ore 19:24
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Allerta massima ad Aviano e Sigonella: l’Italia “portaerei USA” nella guerra all’Iran Allerta massima per le basi militari USA di...Allerta massima ad Aviano e Sigonella: l’Italia “portaerei USA” nella guerra all’Iran
Allerta massima per le basi militari USA di Aviano (Friuli Venezia Giulia) e Sigonella (Sicilia), due infrastrutture considerate decisive nella strategia americana nel Mediterraneo.
econdo Diego Fusaro, queste installazioni rappresentano una violazione permanente della sovranità italiana, trasformando il nostro Paese in una “portaerei americana” nel cuore del Mare Nostrum.
Nel contesto della guerra all’Iran, cresce il livello di attenzione su queste basi, che potrebbero essere utilizzate per nuovi bombardamenti a tappeto contro Teheran.
Mentre la Spagna di Sánchez ha rifiutato di mettere le proprie basi al servizio di Washington, l’Italia viene descritta come una colonia obbediente della “civiltà dell’hamburger”, sempre pronta a piegarsi agli interessi statunitensi.
Il messaggio richiama così il tema della sovranità nazionale e del ruolo dell’Italia nelle guerre decise oltreoceano, ponendo una domanda implicita: fino a che punto vogliamo essere piattaforma militare di altri? Altro..
Allerta massima per le basi militari USA di Aviano (Friuli Venezia Giulia) e Sigonella (Sicilia), due infrastrutture considerate decisive nella strategia americana nel Mediterraneo.
econdo Diego Fusaro, queste installazioni rappresentano una violazione permanente della sovranità italiana, trasformando il nostro Paese in una “portaerei americana” nel cuore del Mare Nostrum.
Nel contesto della guerra all’Iran, cresce il livello di attenzione su queste basi, che potrebbero essere utilizzate per nuovi bombardamenti a tappeto contro Teheran.
Mentre la Spagna di Sánchez ha rifiutato di mettere le proprie basi al servizio di Washington, l’Italia viene descritta come una colonia obbediente della “civiltà dell’hamburger”, sempre pronta a piegarsi agli interessi statunitensi.
Il messaggio richiama così il tema della sovranità nazionale e del ruolo dell’Italia nelle guerre decise oltreoceano, ponendo una domanda implicita: fino a che punto vogliamo essere piattaforma militare di altri? Altro..
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giovanni_verdi
7 marzo alle ore 19:57
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Basi USA, oro italiano e sovranità: quanto conta davvero l’Italia nella guerra in Iran? In Italia sono presenti circa 13.000 sold...Basi USA, oro italiano e sovranità: quanto conta davvero l’Italia nella guerra in Iran?
In Italia sono presenti circa 13.000 soldati americani e oltre 120 basi e installazioni USA, da Sigonella ad Aviano, da Niscemi a Napoli, Gaeta, Vicenza e Camp Derby: interi pezzi di territorio in cui la nostra sovranità è di fatto sospesa.
Da Sigonella sono decollati droni spia e aerei da ricognizione la mattina stessa dell’attacco contro l’Iran, senza che l’Italia venisse nemmeno avvisata.
Sul nostro suolo sono dispiegati caccia F16 e bombe nucleari B61-12, mai votate dal Parlamento, mentre il sistema Muos di Niscemi gestisce le comunicazioni satellitari militari USA in tutto il mondo.
In teoria, per usare le basi italiane per bombardare l’Iran servirebbe il consenso di Roma; in pratica, per logistica, rifornimenti, spionaggio e comunicazioni “valgono i trattati” degli anni ’50, come ricordato da Crosetto.
La Spagna ha imposto limiti e ha fatto spostare gli aerei cisterna americani, l’Italia no.
E qui entra in gioco l’altro grande tema: l’oro.
L’Italia è la terza riserva d’oro al mondo con 2.452 tonnellate (circa 407 miliardi di dollari), ma il 43% non è in patria: si trova nei caveau della Federal Reserve a New York e a Fort Knox, sotto controllo americano.
Nel 2022 l’Occidente ha congelato con un click le riserve russe; la domanda è inevitabile: se l’Italia dicesse “no” alle basi USA, quell’oro resterebbe davvero intoccabile?
Intanto ospitiamo bombe atomiche statunitensi, facciamo decollare i loro droni, compriamo il loro gas a prezzi maggiorati, mandiamo i nostri Samp-T nel Golfo, mentre Lockheed Martin vola ai massimi in Borsa e il Pentagono prepara un nuovo budget extra da 50 miliardi.
La guerra è il prodotto, il caos è la materia prima e noi siamo i clienti che pagano: prima di parlare di sovranità nazionale, vale la pena chiedersi chi comanda davvero. Altro..
In Italia sono presenti circa 13.000 soldati americani e oltre 120 basi e installazioni USA, da Sigonella ad Aviano, da Niscemi a Napoli, Gaeta, Vicenza e Camp Derby: interi pezzi di territorio in cui la nostra sovranità è di fatto sospesa.
Da Sigonella sono decollati droni spia e aerei da ricognizione la mattina stessa dell’attacco contro l’Iran, senza che l’Italia venisse nemmeno avvisata.
Sul nostro suolo sono dispiegati caccia F16 e bombe nucleari B61-12, mai votate dal Parlamento, mentre il sistema Muos di Niscemi gestisce le comunicazioni satellitari militari USA in tutto il mondo.
In teoria, per usare le basi italiane per bombardare l’Iran servirebbe il consenso di Roma; in pratica, per logistica, rifornimenti, spionaggio e comunicazioni “valgono i trattati” degli anni ’50, come ricordato da Crosetto.
La Spagna ha imposto limiti e ha fatto spostare gli aerei cisterna americani, l’Italia no.
E qui entra in gioco l’altro grande tema: l’oro.
L’Italia è la terza riserva d’oro al mondo con 2.452 tonnellate (circa 407 miliardi di dollari), ma il 43% non è in patria: si trova nei caveau della Federal Reserve a New York e a Fort Knox, sotto controllo americano.
Nel 2022 l’Occidente ha congelato con un click le riserve russe; la domanda è inevitabile: se l’Italia dicesse “no” alle basi USA, quell’oro resterebbe davvero intoccabile?
Intanto ospitiamo bombe atomiche statunitensi, facciamo decollare i loro droni, compriamo il loro gas a prezzi maggiorati, mandiamo i nostri Samp-T nel Golfo, mentre Lockheed Martin vola ai massimi in Borsa e il Pentagono prepara un nuovo budget extra da 50 miliardi.
La guerra è il prodotto, il caos è la materia prima e noi siamo i clienti che pagano: prima di parlare di sovranità nazionale, vale la pena chiedersi chi comanda davvero. Altro..
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