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 la “Bisteccheria d’Italia”, e da

 la “Bisteccheria d’Italia”, e da

una società di gestione, “Le 5 Forchette srl”, con sede a Biella e capitale da 10 mila euro. Nel 2024–2025 tra i soci c’è anche il sottosegretario alla Giustizia…

Andrea Delmastro Delle Vedove, esponente di Fratelli d&rsquo;Italia, che detiene inizialmente il 25% delle quote insieme ad altri dirigenti piemontesi del partito; il 50% e la carica di amministratrice unica sono invece in mano a Miriam Caroccia, 18 anni, figlia di Mauro Caroccia. Il nome di Caroccia non &egrave; uno qualunque: l&rsquo;imprenditore &egrave; stato condannato in via definitiva a 4 anni per intestazione fittizia di beni con aggravante mafiosa, in un&rsquo;inchiesta della DDA di Roma che lo lega al clan di stampo camorristico di Michele Senese, detto &ldquo;&rsquo;o Pazz&rdquo;, considerato il boss della &ldquo;camorra romana&rdquo;. La societ&agrave; viene costituita dopo una prima fase processuale favorevole a Caroccia; quando la Cassazione annulla l&rsquo;assoluzione e poi conferma la condanna, le quote cominciano a muoversi: Delmastro trasferisce il suo 25% alla sua immobiliare G&amp;G srl nel novembre 2025, e solo il 27 febbraio 2026 &ndash; pochi giorni dopo la sentenza definitiva del 19 febbraio &ndash; la cede a un&rsquo;altra socia. Il sottosegretario si difende sostenendo di aver scoperto &ldquo;solo dopo&rdquo; che la giovane socia era figlia di un condannato per mafia e di essersi &ldquo;immediatamente tolto dalla societ&agrave;&rdquo; per rigore etico, ribadendo che la sua &ldquo;storia antimafia &egrave; chiara ed evidente&rdquo; e ricordando il livello di scorta come prova del suo impegno contro le cosche. Le opposizioni, dal Movimento 5 Stelle ad Alleanza Verdi&ndash;Sinistra, non ci credono: giudicano poco plausibile che un sottosegretario alla Giustizia non conoscesse una vicenda giudiziaria tanto nota, contestano le tempistiche (uscita dalle quote solo dopo la condanna definitiva di Caroccia) e hanno portato il dossier in Commissione Antimafia, chiedendo chiarimenti formali. Al di l&agrave; del profilo penale, il caso apre un tema politico pi&ugrave; ampio: &egrave; compatibile con il ruolo di sottosegretario alla Giustizia avere partecipato a un affare imprenditoriale con la figlia &ndash; formalmente incensurata ma oggettivamente inserita in un contesto familiare sotto processo per mafia &ndash; e non dichiararlo per tempo con la massima trasparenza? La risposta non arriver&agrave; solo dai comunicati, ma dal lavoro dell&rsquo;Antimafia e dalla capacit&agrave; &ndash; o meno &ndash; della politica italiana di pretendere da chi guida la giustizia uno standard di prudenza e di incompatibilit&agrave; pi&ugrave; alto del minimo di legge. , </p>

#italia #politica #antimafia
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