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Sinead O’Connor, il Papa e Epstein: Sinead

Sinead O’Connor, il Papa e Epstein: Sinead

O’Connor strappò la foto di Papa Giovanni Paolo II dopo aver cantato a cappella un brano contro gli abusi sui bambini, urlando “Fight the real enemy”, “Combatti il vero…

nemico&rdquo;. Quel gesto le cost&ograve; carissimo: fischi al Madison Square Garden, minacce di morte, boicottaggi e una carriera praticamente distrutta dall&rsquo;ondata di indignazione pubblica e mediatica che la dipinse come blasfema e folle, senza ascoltare davvero cosa stava denunciando. O&rsquo;Connor accusava il sistema della Chiesa cattolica irlandese di coprire abusi sessuali sistematici sui minori, abusi che lei stessa aveva raccontato di aver subito. Solo undici anni dopo, nel 2003, Papa Giovanni Paolo II riconobbe pubblicamente la realt&agrave; di una &ldquo;cultura&rdquo; di abusi nel clero e la necessit&agrave; di una risposta pi&ugrave; netta, confermando di fatto che l&rsquo;allarme lanciato dalla cantante non era una provocazione gratuita ma una denuncia anticipatrice di un problema reale e strutturale. viene ricordato anche un dettaglio emerso molti anni dopo: tra le foto rese note dagli inquirenti nell&rsquo;appartamento newyorkese di Jeffrey Epstein, il finanziere al centro di una rete globale di abusi e traffici sessuali, compare uno scatto che lo ritrae con Ghislaine Maxwell accanto a Papa Giovanni Paolo II, immagine poi circolata anche sui media internazionali e usata come simbolo di una certa promiscuit&agrave; tra potere religioso e potere finanziario. Il montaggio suggerisce cos&igrave; un filo rosso tra il &ldquo;vero nemico&rdquo; evocato da Sinead, la lentezza con cui gli scandali di abuso sono stati riconosciuti e la fitta rete di relazioni che ha circondato figure come Epstein. In sintesi, il caso Sinead O&rsquo;Connor&ndash;Papa&ndash;Epstein viene usato nel video per mostrare come una denuncia scomoda possa essere schiacciata per decenni dall&rsquo;opinione pubblica e dai media, salvo poi risultare tragicamente fondata quando ormai &egrave; troppo tardi sia per le vittime sia per chi aveva avuto il coraggio di parlare per primo. </p>

#jeffreyepstein #epsteinfiles #libertàdistampa
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