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Il violoncellista tra le macerie di Beirut: la musica che

Il violoncellista tra le macerie di Beirut: la musica che

sfida le bombe israeliane Tra i palazzi sventrati e la polvere ancora sospesa nell’aria, un uomo si siede sulle macerie del sud di Beirut, abbraccia il suo violoncello e comincia a suonare.…

&Egrave; il musicista libanese Mahdi Sahely e il suo video &egrave; diventato una delle immagini pi&ugrave; potenti della guerra in Libano: un assolo di musica classica nel cuore dei quartieri colpiti dai raid israeliani. Nessun palco, nessun pubblico in abito da sera, solo case distrutte, finestre senza vetri e il suono del violoncello che si alza tra i resti dei bombardamenti che hanno causato centinaia di morti e migliaia di sfollati. Sahely dedica il suo gesto alle vittime civili e alla citt&agrave; stessa, trasformando il silenzio del dopo-bomba in un requiem e, allo stesso tempo, in un atto di resistenza: Beirut &egrave; ferita, ma non &egrave; ammutolita. Le immagini del suo arco che scivola sulle corde mentre dietro di lui si vedono solo macerie hanno fatto il giro del mondo, rilanciate da media internazionali e milioni di utenti sui social. In un conflitto in cui parlano solo i missili e le mappe militari, il violoncello di Mahdi Sahely ricorda che sotto le bombe ci sono esseri umani, storie, cultura, e che la prima cosa che una guerra prova a spegnere non &egrave; solo la vita, ma anche la voce di chi la racconta e la canta.</p>

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