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ma è perfettamente in linea con il personaggio.

ma è perfettamente in linea con il personaggio.

Matteo Salvini è riuscito a trasformare il ponte sullo Stretto di Messina in un tormentone personale, al punto che ormai potrebbe annunciare ponti ovunque: Hormuz, Bering, Canale di Suez,…

basta che ci sia uno stretto da usare come slogan elettorale. Peccato che sulla stessa opera, nel 2016, diceva l&rsquo;esatto contrario: &ldquo;ci sono ingegneri che dicono che non sta in piedi, non vorrei spendere miliardi per un ponte in mezzo al mare&rdquo;, salvo poi presentarsi oggi come il &ldquo;padre&rdquo; del progetto voluto dal Cipess e benedetto da Meloni. La geografia creativa non &egrave; una novit&agrave; nel catalogo delle gaffe di Salvini. Indimenticabile quando, parlando della nave Open Arms, indic&ograve; come &ldquo;porto sicuro&rdquo; Madrid, dimenticando il piccolo dettaglio che la capitale spagnola non &egrave; esattamente sul mare, scatenando ironie e meme in tutta Europa. Oppure quando in tv ha liquidato in latino maccheronico l&rsquo;espressione &ldquo;casus belli&rdquo; con un &ldquo;ma che ce frega, belli o brutti&rdquo;, dimostrando che la diplomazia non &egrave; proprio il suo sport preferito. A questo si aggiungono gli attacchi agli ambientalisti &ldquo;cretini che si stendono sulla tangenziale&rdquo;, le conferenze dove insulta citt&agrave;, alberghi e perfino il clima scelto dagli organizzatori, trasformando ogni intervento in un mix di cabaret involontario e imbarazzo istituzionale. Il problema &egrave; che queste salvinate non sono solo materiale da meme, ma escono spesso dalla bocca di un ministro delle Infrastrutture e vicepremier che dovrebbe parlare a mercati, imprese e partner internazionali. Mentre promette ponti ovunque, l&rsquo;Italia resta indietro su ferrovie, manutenzioni e opere davvero urgenti; mentre si sogna il &ldquo;ponte sullo Stretto di Hormuz&rdquo;, intere aree del Paese aspettano ancora strade decenti e treni che non siano da dopoguerra. Finch&eacute; la politica continuer&agrave; a preferire lo slogan alla progettazione seria, l&rsquo;unica grande opera che vedremo finita sar&agrave; il catalogo infinito delle gaffe di Matteo Salvini</p>

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