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Nell’Oceano Indiano Diego Garcia è tornata

Nell’Oceano Indiano Diego Garcia è tornata

nelle cronache come bersaglio di presunti attacchi iraniani, ma quasi nessuno conosce la storia di come questa base militare anglo‑statunitense sia nata: sulla pelle di un intero popolo cacciato…

dalla propria terra. Nel cuore dell&rsquo;Oceano Indiano, le isole Chagos erano una comunit&agrave; viva, legata alle Mauritius, finch&eacute; negli anni &rsquo;60 Stati Uniti e Regno Unito non decisero che l&igrave; serviva un avamposto strategico per proiettare potenza militare su Africa, Asia e Medio Oriente. Il problema? Washington voleva un&rsquo;isola &ldquo;disabitata&rdquo;. Londra non ne aveva, ma non si fece scrupolo a renderla tale. Per ottenere il via libera, Londra scorpor&ograve; le Chagos dal territorio mauriziano, ancora colonia senza vera sovranit&agrave;, e mise sul tavolo un ricatto: niente indipendenza se Port Louis non rinunciava all&rsquo;arcipelago. Siglato l&rsquo;accordo con Washington in cambio del condono di un debito, il Regno Unito promise che &ldquo;sull&rsquo;isola non resteranno popolazioni indigene, se non i gabbiani&rdquo;. Tra il 1965 e il 1973 inizi&ograve; la pulizia etnica: prima si limitarono le importazioni per creare fame e miseria, poi gli abitanti furono caricati a ondate su navi cargo, con pochissimi beni, e scaricati come rifugiati poverissimi su altri arcipelaghi dell&rsquo;area. Il capitolo pi&ugrave; grottesco riguarda i cani delle famiglie chagosiane, animali da compagnia e da lavoro che gli abitanti furono costretti a lasciare sulle isole. Prima ancora che le deportazioni finissero, militari britannici e americani iniziarono ad avvelenarli. Per sterminarli su larga scala li attirarono con pezzi di carne, li rinchiusero in capannoni e li asfissiarono riempiendo gli ambienti con fumi di scarico dei veicoli militari; quelli che inseguirono i padroni fino alle spiagge vennero semplicemente abbattuti a colpi d&rsquo;arma da fuoco. Infine furono demolite le case, cos&igrave; da presentare agli Stati Uniti un arcipelago &ldquo;disabitato&rdquo; pronto per la nuova base di Diego Garcia. Molti chagosiani deportati sono ancora vivi e da decenni chiedono il diritto a tornare a casa. Una trattativa tra Regno Unito e Mauritius lascia intravedere la possibilit&agrave; di un rientro limitato su alcune isole minori, ma il cuore dell&rsquo;arcipelago &ndash; Diego Garcia &ndash; resta off limits, perch&eacute; l&rsquo;impero americano continua ad aver bisogno di basi e territori in ogni angolo del globo per mantenere il proprio dominio militare e il controllo delle rotte energetiche. Finch&eacute; quella macchina da guerra non rallenter&agrave; davvero, la comunit&agrave; chagosiana rester&agrave; in esilio, trasformata in danno collaterale permanente di una &ldquo;geopolitica della forza&rdquo; che, anche quando non lancia missili, calpesta diritti e memoria. </p>

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