Menu

Benvenuto su Meetin Accedi o Registrati
Home Accedi

Presieduto da Sergio Mattarella, ha acceso un duro

Presieduto da Sergio Mattarella, ha acceso un duro

dibattito politico e mediatico. Nel testo ufficiale, la guerra scoppiata dopo i raid di Stati Uniti e Israele contro l’Iran viene descritta come “nuova guerra in corso a seguito…

dell&rsquo;azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l&rsquo;Iran&rdquo;, con forte preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti sull&rsquo;intero Medio Oriente e sul Mediterraneo. Il documento condanna gli attacchi ai civili &ldquo;di cui troppo sovente sono vittime bambini, come nel caso della strage della scuola di Minab&rdquo;, definendoli sempre inaccettabili, ma senza indicare nel comunicato i responsabili militari specifici, cosa che molti critici leggono come eccessiva prudenza verso gli alleati occidentali. Allo stesso tempo, sul Libano il Consiglio chiede a Israele di &ldquo;astenersi da reazioni spropositate alle comunque inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Paese in un nuovo drammatico conflitto&rdquo;, riconoscendo sia la responsabilit&agrave; del gruppo libanese sia la pericolosit&agrave; delle risposte israeliane. Uno dei passaggi pi&ugrave; sensibili riguarda l&rsquo;uso delle basi italiane: il Quirinale prende atto delle risoluzioni parlamentari che consentono di rispondere alle richieste dei Paesi alleati per assistenza difensiva, precisando che l&rsquo;utilizzo delle infrastrutture militari sul territorio nazionale deve avvenire nel rispetto del quadro giuridico degli accordi internazionali e che &ldquo;l&rsquo;Italia non partecipa e non prender&agrave; parte alla guerra&rdquo;. &Egrave; qui che si concentra gran parte delle critiche: per alcuni, questa formula apre di fatto la porta a un coinvolgimento indiretto del nostro Paese nel conflitto, pur mantenendo una posizione ufficiale di non belligeranza. Al di l&agrave; delle accuse politiche, il comunicato fotografa una realt&agrave; chiara: l&rsquo;Italia &egrave; stretta tra gli obblighi verso NATO e alleati e l&rsquo;articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra ma consente accordi di difesa collettiva. Per questo il modo in cui si scelgono le parole &ndash; &ldquo;azione militare&rdquo; invece di &ldquo;aggressione&rdquo;, condanne generiche invece di responsabilit&agrave; nominate &ndash; non &egrave; solo un dettaglio linguistico, ma un indicatore dei limiti e delle ambiguit&agrave; della nostra politica estera in una fase di conflitti multipli. </p>

#iran #mediooriente #quirinale
0 commenti
Mi piace
Vota post

Post correlati