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Dal Tribunale di Milano è arrivato un provvedimento

Dal Tribunale di Milano è arrivato un provvedimento

che segna un punto fermo su due fronti: stop ai contenuti diffamatori, ma conferma che il diritto di cronaca appartiene a ogni cittadino, non solo ai giornalisti. A gennaio il giudice Roberto Pertile…

aveva ordinato a Corona di rimuovere tutte le puntate di &ldquo;Falsissimo&rdquo; dedicate al conduttore, vietando nuove pubblicazioni e imponendo sanzioni economiche pesanti per ogni violazione, ritenendo quei video lesivi dell&rsquo;onore, della reputazione e della privacy di Signorini e privi dei requisiti di verit&agrave;, pertinenza e continenza richiesti dalla legge. Con l&rsquo;ordinanza collegiale sul reclamo, il Tribunale conferma in sostanza la condanna di &ldquo;Falsissimo&rdquo; sul merito &ndash; i contenuti su Signorini restano vietati e vanno rimossi, con penali da 750 a 2.000 euro al giorno in caso di violazione &ndash; ma corregge alcuni aspetti tecnici del primo provvedimento: viene definito &ldquo;atipico&rdquo; e quindi cancellato l&rsquo;obbligo di consegnare a Signorini tutti i supporti materiali (chat, immagini, documenti privati), e soprattutto si mette nero su bianco che il diritto di cronaca non &egrave; monopolio degli iscritti all&rsquo;Ordine, ma spetta a qualunque cittadino italiano, Corona compreso, purch&eacute; rispetti i paletti fissati dalla giurisprudenza. Per i giudici, quindi, la libert&agrave; di espressione non pu&ograve; essere usata per attribuire &ldquo;fatti gravissimi in assenza di qualsiasi riscontro&rdquo;, ma chiunque, non solo un giornalista professionista, pu&ograve; raccontare vicende di interesse pubblico se rispetta tre condizioni: verit&agrave; (o quantomeno seriet&agrave; nell&rsquo;accertamento dei fatti), pertinenza rispetto all&rsquo;interesse collettivo e continenza nelle forme, cio&egrave; niente insulti n&eacute; toni pruriginosi. &Egrave; su questo spiraglio che l&rsquo;avvocato di Corona rivendica di aver &ldquo;vinto il secondo tempo&rdquo;: niente pi&ugrave; sequestro generalizzato dei materiali e riconoscimento di principio del diritto di cronaca anche per chi fa informazione &ldquo;non allineata&rdquo;. Ma, al di l&agrave; delle letture di parte, il messaggio chiaro del Tribunale resta uno: puoi indagare, raccontare e criticare, ma non puoi costruire un processo parallelo in streaming senza prove solide, trasformando la reputazione altrui in carburante per il tuo show.</p>

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